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Sono i responsabili delle proprietà salutari di una pianta medicinale.
Ogni pianta medicinale ha una composizione chimica che comprende un numero più o meno grande di sostanze (la maggior parte delle quali dotate di una loro propria attività medicamentosa) che formano quello che si definisce fitocomplesso: esso è il responsabile delle proprietà salutari di una pianta medicinale, che possono essere diverse da quelle di uno o più dei suoi componenti presi isolatamente.
Questo spiega perché ogni pianta possieda un’azione medicamentosa considerata predominante e altre azioni dette secondarie. Questo concetto è assai diverso da quello che regola il settore dei farmaci tradizionali: infatti il farmaco di sintesi deve in genere la sua azione ad un solo principio attivo.
Ogni volta che viene utilizzato un fitocomplesso si realizza anche una azione antiossidante attiva sulla malattia in atto e comunque sempre preventiva per l’invecchiamento dell’organismo.
Per conoscere con sicurezza la quantità di un principio o dei principi attivi contenuti in un fitocomplesso si ricorre alla titolazione, cioè alla definizione, tramite procedimenti altamente tecnologici, della concentrazione della droga, che non deve essere inferiore ai livelli minimi stabiliti dalla letteratura internazionale e dalle Farmacopee, cioè i testi ufficiali redatti dalle Istituzioni dei singoli Paesi, nei quali sono dettagliatamente indicati tutti i farmaci e le sostanze medicinali dei quali sono autorizzati l'uso e la vendita sul territorio nazionale.
La titolazione consente la standardizzazione della fitomedicina che assicura la presenza costante della stessa quantità dei principi attivi in ogni lotto di produzione; così viene garantita l’assunzione della dose adeguata per tutta la durata del trattamento.
20/8/2009
20/8/2009